DNS e domini: come funziona davvero un sito web
Scopri come funzionano DNS e domini: cosa accade quando digiti un indirizzo web, come vengono tradotti in IP e come gestire i record per rendere il tuo sito raggiungibile online.
Quando navighiamo su Internet, scriviamo un indirizzo nella barra del browser e in pochi secondi appare il sito che stavamo cercando. Tutto sembra semplice e immediato, ma dietro quell’apparente magia c’è un sistema complesso di comunicazione tra computer, server e protocolli. In questo articolo vediamo come funziona davvero il web, cosa sono i DNS e i domini, e in che modo tutto questo permette di visualizzare un sito web.
Cosa c’è dietro una pagina web
Partiamo dall’elemento più visibile: la pagina web. Tecnicamente, una pagina web non è altro che un file di testo. Dentro questo file si trova il codice HTML, che è il linguaggio con cui vengono costruite le pagine Internet. Insieme al testo ci possono essere immagini, script, fogli di stile e altri elementi che il browser interpreta per mostrarci il risultato finale sullo schermo.
Quando parliamo di “sito web”, in realtà parliamo di un insieme di pagine web collegate tra loro. Ma da un punto di vista tecnico, il concetto di “sito” non esiste: esistono singole pagine ospitate sotto lo stesso dominio. Ciò che lega queste pagine è appunto il dominio, l’indirizzo che digitiamo per raggiungerle.
Dove risiede un sito web
Ogni pagina web si trova su un server. Il server non è altro che un computer connesso a Internet, che conserva i file del sito e li “serve” agli utenti quando questi ne fanno richiesta. Quando scriviamo l’indirizzo di un sito nel browser, stiamo chiedendo a quel server di inviarci i file necessari per visualizzare la pagina.
Poiché i server si trovano fisicamente in qualche data center sparso nel mondo, devono avere un modo per essere identificati e raggiunti. Questo avviene grazie a un numero chiamato indirizzo IP.
Cos’è un indirizzo IP
Un indirizzo IP è una sequenza di numeri che identifica un computer connesso a Internet. Ogni dispositivo — che sia un server, un router o il nostro smartphone — ha un suo indirizzo IP.
Esistono due versioni principali:
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IPv4, la più vecchia e ancora oggi molto diffusa, con indirizzi formati da quattro gruppi di numeri (per esempio 128.12.37.14);
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IPv6, la versione più recente, che utilizza un formato diverso con numeri e lettere per ampliare lo spazio disponibile di indirizzi.
Senza indirizzi IP, i computer non potrebbero comunicare tra loro. Quando inviamo una richiesta a un sito web, il nostro dispositivo invia un “pacchetto” al server identificato da un certo indirizzo IP. All’interno del pacchetto è indicato anche l’indirizzo del mittente, così il server sa dove inviare la risposta.
Perché esistono i nomi di dominio
Immaginiamo per un attimo di dover ricordare a memoria tutti gli indirizzi IP dei siti che visitiamo. Sarebbe come memorizzare decine di numeri di telefono! Per rendere il web più semplice da usare, è stato creato un sistema che associa agli indirizzi numerici dei nomi facilmente leggibili, come google.com o webitalysystem.it.
Questo sistema si chiama DNS, acronimo di Domain Name System. È una sorta di rubrica telefonica del web: invece di digitare il numero (l’indirizzo IP), scriviamo un nome, e il sistema si occupa di trovare il numero corrispondente.
Come funziona il DNS
Il DNS è una rete di server distribuita in tutto il mondo. Quando scriviamo un indirizzo nel browser, il nostro computer non sa subito dove andare: chiede quindi a un server DNS quale indirizzo IP corrisponde a quel nome di dominio.
Il server DNS può avere già l’informazione memorizzata, oppure può chiedere a un altro server “più autorevole”. Alla fine, uno dei server risponde con l’indirizzo IP corretto. A quel punto il browser invia la richiesta al server del sito, che a sua volta risponde inviando la pagina da mostrare.
Questo processo avviene in pochi millisecondi e in modo completamente automatico, ma è alla base di tutto il funzionamento del web.
Perché è utile conoscere il DNS
Chi lavora nel mondo digitale, o anche solo gestisce un proprio sito, si trova spesso a dover modificare impostazioni legate al DNS. Sapere come funziona questo sistema è fondamentale per risolvere problemi, configurare domini o gestire i siti dei clienti.
Ogni dominio ha infatti una serie di record DNS, cioè voci che definiscono come deve comportarsi quel dominio. I record vengono gestiti attraverso il pannello di controllo del provider dove è stato registrato il dominio, ad esempio GoDaddy o altri servizi simili.
I principali record DNS e a cosa servono
Vediamo i record più comuni e il loro significato.
Record A (Address)
È il record principale di ogni dominio. Serve a indicare l’indirizzo IP del server dove si trova il sito. In pratica dice: “il dominio miosito.it corrisponde a questo indirizzo IP”. Senza il record A, il dominio non saprebbe dove indirizzare le richieste degli utenti.
Record CNAME (Canonical Name)
Serve per creare alias, cioè nomi alternativi. È molto utile per i sottodomini, come www.miosito.it o blog.miosito.it. In pratica dice: “questo sottodominio è un altro nome per quell’indirizzo lì”.
Per esempio, se academy.miosito.it deve mostrare contenuti diversi rispetto alla home principale, si può configurare un record CNAME che lo indirizzi a un altro server o a una piattaforma specifica.
Record MX (Mail Exchange)
Indica quale server gestisce la posta elettronica del dominio. È un record fondamentale se si vogliono creare indirizzi email personalizzati, come info@miosito.it. Quando qualcuno invia un’email a quell’indirizzo, il record MX dice al sistema dove deve essere consegnata.
Record NS (Name Server)
Definisce quali sono i server “autoritativi” per quel dominio, cioè quelli che contengono le informazioni DNS corrette. Di solito vengono impostati automaticamente dal provider dove si registra il dominio e non è necessario modificarli, a meno che non si voglia trasferire la gestione del DNS su un altro servizio.
Record TXT e altri tipi
Esistono anche record usati per funzioni specifiche, come i record TXT, che possono contenere informazioni di verifica per servizi esterni. Molti provider di posta, ad esempio, chiedono di aggiungere record TXT per confermare la proprietà di un dominio o per ridurre la possibilità che le email finiscano nello spam.
Esempio pratico: la gestione del DNS
Quando si registra un dominio, per esempio tramite GoDaddy, è possibile accedere a una sezione dedicata alla gestione DNS. Qui si trovano tutti i record associati al dominio.
Il record A collega il dominio principale all’indirizzo IP del server. I record CNAME gestiscono i sottodomini. Gli NS definiscono i name server. I record MX indicano i server per la posta. Ogni record ha inoltre un valore chiamato TTL (Time To Live), che stabilisce per quanto tempo un’informazione deve restare valida prima di essere aggiornata.
In generale, la configurazione dei DNS è qualcosa che si imposta una volta sola e poi si lascia invariata. Tuttavia, ci sono situazioni in cui può essere necessario intervenire: per esempio, quando si cambia hosting, quando si attiva una piattaforma esterna (come un sistema di email marketing) o quando si vogliono creare sottodomini per progetti specifici.
Il ruolo del server web
Una volta che il DNS ha indirizzato la richiesta all’indirizzo IP corretto, entra in gioco il server web. Il server riceve la richiesta, la analizza e decide quali contenuti restituire.
Per farlo, tiene conto anche del dominio richiesto: per esempio, se una richiesta arriva a miosito.it mostrerà la home principale, mentre se arriva a academy.miosito.it mostrerà la sezione formativa.
Il DNS quindi non gestisce i contenuti, ma solo la “mappa” di dove si trovano. È il server web che decide quale pagina mostrare, in base alle impostazioni interne e ai domini configurati.
Siti, domini e sottodomini
Un dominio può avere molti sottodomini, ognuno dei quali può puntare a contenuti diversi.
Un esempio pratico:
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miosito.it → sito principale
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blog.miosito.it → sezione blog
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shop.miosito.it → e-commerce
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academy.miosito.it → piattaforma formativa
Tutti questi sottodomini possono essere gestiti attraverso i record DNS, che indirizzano ciascuno verso il server o la piattaforma desiderata.
DNS e posta elettronica
Oltre al sito web, un dominio può gestire anche la posta elettronica. In questo caso entrano in gioco i record MX, che indicano a quali server devono essere recapitate le email inviate agli indirizzi del dominio.
Spesso è necessario configurare anche altri record (come SPF, DKIM o DMARC) per garantire che le email non finiscano nello spam e per verificare la legittimità del mittente. Questi record si aggiungono anch’essi nel pannello DNS.
Perché conoscere il DNS è importante
Capire come funziona il DNS non è utile solo ai tecnici, ma anche a chiunque voglia gestire un sito web in modo autonomo o offrire servizi digitali ai propri clienti. Sapere dove si trovano i record, come modificarli e cosa significano aiuta a risolvere problemi rapidamente e a evitare errori che possono rendere un sito irraggiungibile o interrompere la posta.
Conoscere il funzionamento di base del web permette anche di comunicare meglio con i tecnici o i fornitori di hosting, capire le istruzioni che vengono date e avere un maggiore controllo sulla propria presenza online.
Un sistema semplice, ma essenziale
Il DNS è uno di quei meccanismi che funzionano in modo così trasparente da sembrare invisibili. Eppure, senza di esso Internet come la conosciamo non potrebbe esistere.
Ogni volta che apriamo un sito, che inviamo un’email o che clicchiamo su un link, il DNS lavora in silenzio per tradurre nomi in numeri e garantire che tutto arrivi dove deve arrivare.
Dietro ogni dominio c’è un sistema di server distribuito, protocolli che comunicano tra loro e una struttura che tiene insieme il web intero. Sapere come funziona non è solo una curiosità tecnica, ma un passo fondamentale per chiunque voglia costruire o gestire con competenza la propria attività online.
Capire il DNS e i domini significa comprendere le fondamenta del web, quelle su cui si costruisce tutto il resto: dai siti alle applicazioni, dalle email alle piattaforme digitali che ogni giorno usiamo senza rendercene conto.